Italiano

Smiley Hand Organization Tanzania

Smiley Hand Organization Tanzania

Menu

Report n. 1/2020 del nostro programma borse di studio 

Cari sostenitori

Carissimi, 
Questanno il report dei vostri bambini arriva in ritardo e ci dobbiamo scusare ma, come potete immaginare, a causa del covid le scuole in Tanzania sono rimaste chiuse per tre mesi. 
È stato un anno particolare per tutti noi, molte cose sono cambiate nel nostro modo di vedere le cose, i rapporti con gli altri, il lavoro e, in linea generale, di sicuro è stato un anno difficile per tutti. 
Come credo saprete, dopo un primo periodo di chiusura (non certo un vero e proprio lockdown) la vita qui in Tanzania è ripresa come prima. Molte delle attività legate al turismo, qui come in Europa, hanno subito un serio periodo di stallo che permane tuttora. 
Inutile dirvi che la maggior parte delle persone che lavoravano in quel settore hanno perso la possibilità di guadagnare, direttamente o indirettamente, qualche soldo più che permetteva alle famiglie una vita un po più dignitosa. 
Per le famiglie dei nostri bambini non ci sono stati grossi cambiamenti, abituate a vivere con pochissimo hanno sentito questa crisi solo marginalmente. 
Per la nostra associazione invece è stato un periodo decisamente difficile. Senza il flusso di turisti che ci permetteva di fare arrivare in Europa i prodotti artigianali che vengono venduti per sostenere i costi delle scuole abbiamo dato fondo ai soldi raccolti lo scorso anno. 
Questa situazione, il blocco del turismo in uscita dallEuropa, permane tuttora e probabilmente vista la situazione di queste ultime settimane, si protrarrà per molti mesi ancora ma noi non molliamo e abbiamo fiducia nel vostro supporto a questi ed altri nuovi progetti. 
A parte questo, a causa della chiusura forzata di tutti gli istituti scolastici che si è protratta per tre mesi, l'andamento scolastico di tutti gli studenti ne ha risentito influendo negativamente sui risultati degli esami di fine agosto, gli unici sostenuti quest'anno. 
Per molti di loro che vivono lontani dai centri restare a casa per questo lungo periodo è stato un vero disastro. 
Soprattutto per i bambini Maasai che, costretti a questa vacanza forzata, hanno dimenticato l'inglese e quel poco di swahili che avevano con gran fatica imparato a scuola. Nel villaggio non si parla swahili, tantomeno inglese e questo per loro è stato un grosso handicap una volta ripresa la scuola. 
Non possiamo tuttavia lamentarci: i risultati, pur non essendo eccellenti, sono per la maggior parte di loro nella media. 
Alcuni di loro hanno avuto problemi legati a lutti familiari, purtroppo la nostra assistenza durante il periodo del lockdown è stata limitata e anche questo fattore ha inficiato negativamente sul loro rendimento. Il mio maggior timore in questo periodo è stato quello di portare il virus nei villaggi quindi i miei spostamenti si sono limitati al minimo indispensabile. 

Rispetto ad altri paesi africani in cui la chiusura si protrarrà fino a data da destinarsi, siamo stati fortunati perché i bambini non hanno perso l'intero anno scolastico. 
Al rientro dal periodo di chiusura le scuole hanno perso molti studenti perché le famiglie, a causa della crisi economica del periodo, non sono più state in grado di pagare la retta scolastica. Altri centri non hanno riaperto. Il Pambazuka. il centro disabili, è ancora chiuso perché l'Ong americana che pagava gli stipendi del personale non è più in grado di sostenere questa spesa. Siamo in costante attesa di buone notizie per poter riportare Happy e Justin a giocare con i loro amici speciali.  

Siamo stati fortunati. i bambini stanno tutti bene e godono di ottima salute. 

Purtroppo tra i nostri sponsor, abbiamo perso per strada la persona che sosteneva Lowasa, uno dei primi bambini sostenuti dall'Italia ma l'associazione ha comunque pagato anche per lui tutte le spese in attesa di trovare una nuova famigli virtuale anche per lui e per fortuna la settimana scorsa labbiamo trovata!!!

I bambini della casa famiglia che godono anch'essi del beneficio della borsa di studio hanno fatto miglioramenti sorprendenti, lo stesso vale per Cetone che, nonostante quest'anno abbia perso anche la madre, continua a vivere nel villaggio Maasai in una condizione simile a quella della casa famiglia ma che le permette di crescere nell'ambiente culturale cui appartiene. 
Dorkas, la bambina ipovedente, anche questo semestre ha ottenuto ottimi risultati.
La rivedremo solo a dicembre perché ora le scuole, per recuperare i tempi della chiusura, non prevedono alcun altro periodo di vacanza. 

Per i bambini che frequentano Sasa e Ngalawa Primary school si prospettano altri due mesi di fatica, le scuole rimarranno aperte a partire dal 9 settembre, fino alla chiusura dell'anno scolastico in occasione delle feste natalizie. 

Contiamo di vederli migliorare e recuperare, un po' alla volta, il tempo perduto. 
Per molti di loro abbiamo già previsto un percorso di recupero extra scolastico che li aiuti ad essere allineati al programma scolastico nazionale. 
Abbiamo tre bambine e un bambino che hanno ottenuto pessimi risultati: una bambina ha perso il padre, il padre del maschio invece è stato allontanato dalla tribù per un problema di alcolismo. 
Abbiamo parlato con i rispettivi genitori, avvisando che chi non avrà recuperato entro la fine dell'anno rischia di perdere la borsa di studio. Inoltre abbiamo parlato con il direttore della scuola, cercando di fargli capire che se questi studenti non saranno promossi sospenderemo la borsa di studio e andranno, forse, alla scuola pubblica per cui è nel loro interesse spronarli ad ottenere migliori risultati. 

E' un bluff. Non abbiamo nessuna intenzione di sospendere le borse di studio, alcune di queste, come sapete, non vengono concesse per merito ma per sottrarre le bambine a probabili matrimoni prematuri e alla orrenda pratica della mutilazione genitale femminile. 

Facciamo i nostri migliori auguri a chi ha cominciato la scuola in questi giorni (Kelvin e Mwanaidi, Veronica, Joyce e Naishiroi, Dada, Kipaileli, Jovin, Giorgina, Salvatore e Nemburis), ventototto bambini da seguire non sono pochi ma ogni giorno ci rimbocchiamo le maniche per seguire tutti loro. 

Ad oggi abbiamo trentatre bambini che state aiutando a crescere. 
Tre bimbi Maasai sostenuti che vivono nel loro Boma; Salvatore, Giorgina e Cetone; quattro bambini nella casa famiglia a Majengo: Kelvin e Kellin, Mwanaidi e Dorkas; abbiamo tre bambini in centri speciali: Justin, Happy e Dorkas; quattro che frequentano la Sasa School di Kigongoni: Leah, Nyerere, Lowasa e Seneti (questultima alla boarding school); due che frequentano la scuola pubblica Kipailieli alla primaria di Baraka e Dada che lanno prossimo frequenterà la scuola secondaria: Nemburis frequenta la Enyorata pre primary school e abbiamo infine sedici bambini alla Ngalawa school di Majengo. 

Grazie a quanti sostengono i nostri progetti e questa grande famiglia.

Qui sotto trovate tutte un video con le foto di tutti i bambini e, per i più grandi, anche le foto delle loro pagelle. 


The project coordinator of 
Smiley Hand Organization Tanzania
Nicola Maguolo




 
Nicola Maguolo